DICE ERRI DE LUCA

che conosce le parole, la storia, la Bibbia e la lingua ebraica.

“In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo”.

Ma Israele è accusata di genocidio. “So benissimo cosa sia un genocidio, e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto. Lo abbiamo visto a Mosul, a Raqqa e a Mariupol. E’ l’effetto inevitabile del combattere un nemico che si trincera tra i propri civili. E’ terribile, ma non è genocidio”. “Se l’obiettivo dell’esercito fosse stato lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile, dato che l’intera popolazione era concentrata dentro la città. Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità”.

Ma bisogna per forza fare la guerra per liberarsi di una dittatura o la guerra va ripudiata sempre e comunque come predicano i pacifisti?

“L’Italia è riuscita a liberarsi del fascismo di Mussolini solo perché ha perso completamente la guerra e perché le forze alleate, gli americani, gli inglesi e anche la Brigata ebraica, hanno occupato il paese. Nessun popolo può liberarsi da solo di un regime totalitario interno senza uno shock esterno schiacciante. Guardate cosa è successo in Spagna: Franco non è entrato nella guerra mondiale, non è stato sconfitto militarmente, e quindi il fascismo è sopravvissuto indisturbato fino agli anni 70. Lo stesso è accaduto in Argentina. La dittatura militare della giunta è caduta solo dopo aver perso la guerra delle Falkland contro i britannici. C’è un momento storico in cui un gruppo o un popolo può essere redento e liberato solo attraverso la sconfitta militare dei suoi leader tirannici. E’ quello che sta accadendo ora a Gaza, ed è l’unica possibilità di un vero cambiamento nella regione”.

(citazioni di Erri de Luca tratte da un articolo di Giulio Meotti sul Foglio del 25 maggio 2026)

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