L’ignobile farsa sulle spese militari

Diciamolo subito: chi contrappone pane, sanità, servizi, pensioni ai cannoni e ai missili o è un idiota o è un venduto che si prostra di fronte al suo burattinaio. Per molti che sbraitano contro le spese militari sia all’estrema destra che a sinistra o che si nascondono dietro la “nobile” passività pacifista entrambe le opzioni sono valide. Il problema è che incontrano un vasto consenso nell’opinione pubblica drogata da irresponsabilità e ignoranza perché investita di problemi troppo grandi per essere padroneggiati con cognizione di causa. Nel mondo di oggi – con una guerra a est che non è all’Ucraina, ma è il tentativo della Russia di ricostituire un’area imperiale a spese dell’Europa; con una guerra a sud del Mediterraneo che non è un conflitto interno tra israeliani e palestinesi, ma è una guerra tra paesi islamici per dominare l’area e da lì dettare nuove e pesanti condizioni ad un’Europa dipendente da gas e petrolio; con gli Stati Uniti che dichiarano di non voler più difendere l’Europa – pensare di non doversi difendere è ridicolo.

Cosa vuole la Russia oggi? Disgregare l’Europa per poterla agganciare e sfruttare sotto la minaccia atomica. Per farlo era essenziale acquisire l’appoggio degli Stati Uniti. L’elezione di Trump glielo ha consegnato su un piatto d’argento. Se l’evidente soggezione di Trump a Putin sia frutto di un raffinato calcolo geopolitico o di una compromissione del futuro presidente degli Stati Uniti realizzata in tempi lontani non conta poi molto. La realtà è questa e il nuovo gruppo dirigente Usa punta ad un patto tra potenze che assicuri a ciascuna un’area di influenza. Non si capisce come questo vada d’accordo con la proclamata volontà di contrastare l’espansionismo cinese. Gli Usa rompono le loro alleanze mentre la Cina estende le sue. Un capolavoro di idiozia che in Trump non stupisce affatto.

Tutti gli osservatori si dicono certi che Putin lancerà un vero attacco dopo anni di provocazioni, contro un paese europeo per testare la capacità di reazione della Nato e la sua compattezza. Trump ha già assicurato il suo appoggio prendendo le distanze dall’Europa e cominciando a ridurre la presenza militare americana. Se si tiene presente che le capacità difensive e di deterrenza europee sono molto ridotte in particolare per quanto riguarda gli attacchi con missili e droni e la cyber guerra è facile capire che il momento più favorevole per Putin è questo. Lo scopo non è solo mettere paura agli europei e ai governi consapevoli di non avere le necessarie capacità difensive, ma anche indebolire l’aiuto all’Ucraina inducendo nelle opinioni pubbliche una ribellione alle decisioni europee.

Quanti appelli “pacifisti” alla resa dell’Ucraina e all’interruzione di ogni aiuto in armi ci sono stati in questi anni di guerra? Tanti e, possiamo esserne certi, tutti indotti direttamente o indirettamente da Mosca. Una convergenza persino con gli appelli papali sempre più stralunati che hanno influito sugli europei, ma assolutamente inutili se rivolti ai paesi generatori di guerra. La verità della difesa e della deterrenza fatica a farsi strada in Europa e in Italia in particolare. L’URSS era una minaccia contro la quale nacque la Nato e la Russia è tornata ad esserlo. Non c’è gas che valga la perdita della libertà e non c’è quieto vivere quando compaiono dei predatori in caccia. La democrazia si basa sul consenso ed è facile conquistarlo con campagne demagogiche che nascondono i loro veri scopi. Così gli elettori possono compiere le scelte più nocive per gli interessi nazionali senza mai rispondere delle conseguenze. Basta ridurre problemi complessi a slogan, frasi fatte e affermazioni farneticanti e il gioco è fatto. Così un Vannacci qualsiasi si fa votare predicando il taglio delle spese militari e l’abbandono dell’Ucraina perché il suo vero scopo è la sudditanza al Cremlino e gli elettori abboccano subito all’amo.

Il problema della difesa è molto serio ed è la base della libertà. L’Italia e l’Europa non potrebbero difendersi senza una robusta presenza americana; gli americani mettono avanti la questione dei soldi per provocare la rottura che serve al loro gruppo dirigente; l’Europa ha deciso di correre ai ripari e ha consentito di andare oltre i deficit di bilancio per finanziare le spese nazionali per la difesa e ha istituito un fondo per realizzare progetti comuni. È una corsa contro il tempo ed è significativo che Trump aumenti la pressione. No, lo scopo non sembra proprio quello di una diversa ripartizione delle spese. Gli europei non possono che prendere atto di questa nuova realtà e dunque le spese per la difesa – che siano per gli eserciti nazionali, per la Nato (nucleo di un difesa europea) o per progetti comuni – devono aumentare al livello di ciò che è necessario.

Contrapporre la sanità alla difesa nasconde in realtà una scelta diversa: la rinuncia alla difesa e magari forze armate che stiano a guardia delle ambasciate o delle stazioni ferroviarie con fucili di assalto scarichi per fare spettacolo o che vadano a spalare il fango in caso di alluvioni. Tutto ma non il loro lavoro che è proteggere gli italiani.

Che le opposizioni puntino a questo è coerente con ciò che vanno predicando da anni (i pacifisti c’erano anche negli anni ’50 per dare tempo a Stalin di preparare l’atomica). D’altra parte l’inquinamento dei filorussi è ormai conclamato. Che il governo pieghi la testa all’irresponsabilità degli italiani, invece, è molto triste

Claudio Lombardi

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