Ilva una sentenza che non dà certezze
La sentenza di primo grado sull’Ilva si conclude con condanne pesanti e con una certezza: l’inquinamento nocivo di Taranto fu voluto e ha dei colpevoli. Quindi? Possiamo stare tranquilli, lo Stato veglia su di noi e, se qualcuno sgarra, lo punisce. Ma è veramente così? Non sembra proprio. I Riva proprietari e gestori dello stabilimento al momento dell’avvio del procedimento giudiziario hanno sempre rivendicato il rispetto delle normative anti inquinamento. Lo hanno fatto oppure no? Se non lo hanno fatto sono colpevoli. Se lo hanno fatto non lo sono. I giudici li hanno condannati quindi sembrerebbe che non l’abbiano fatto. Ma c’è di più.
Lo stabilimento fu inaugurato nel 1965 ed era di proprietà dello Stato. Non inquinava anche allora e fino alla vendita? O forse sono stati i Riva a modificarlo in peggio? Perché se inquinava anche allora bisognava mettere sotto processo tutti quelli che lo hanno realizzato e gestito prima dei Riva. Ma, soprattutto, adesso inquina o no? Di nuovo la questione è semplice: se inquina va chiuso, se rientra nei limiti che altri impianti industriali devono rispettare va lasciato aperto. Ma allora perchè le condanne? La sentenza chiude un ciclo, ma non dà alcuna certezza
31 maggio 2021



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