La grande saga di AstraZeneca e dei vaccini

Somiglia sempre più ad una saga la vicenda del vaccino AstraZeneca. Una serie di racconti epici nei quali dominano le emozioni che a grandi ondate investono l’opinione pubblica sollecitata a schierarsi da una parte o dall’altra da commentatori alla ricerca del “colpo” giornalistico o da politici timorosi di perdere consensi. Su tutto si avverte nettamente il desiderio di non scontentare nessuno trovando la formula giusta per scansare ogni tipo di rischio. I giornali e le tv tracimano dibattiti e dichiarazioni. Chiunque dice la sua moltiplicando il tasso delle chiacchiere su un tema che tanti spunti non li offre. Ma i giornalisti e gli ospiti devono rimpolpare i loro curricula e non mollano la presa. Si contano sulle dita di una mano quelli che cercano di dire un’ovvia verità: la vita è rischiosa, le medicine sono rischiose, le malattie uccidono, i vaccini non sono mai sicuri al 100%, auto e motociclette sono rischiosi, fumare è rischioso. Solo nel caso dei vaccini, però, tale consapevolezza scompare e si cerca di lisciare il pelo agli italiani imboccandoli con una pappa di buoni auspici, serene illusioni, timori infondati.

La morte della giovane Camilla ha scatenato una psicosi collettiva della quale i gruppi dirigenti hanno preso la testa. In quel singolo caso sembra ci fossero tutte le controindicazioni che avrebbero sconsigliato il vaccino AZ, ma non sono state comunicate né qualcuno ne ha tenuto conto. Per esempio la concomitante e sconsigliatissima terapia ormonale o la scheda anamnestica priva di qualunque segnalazione. Nonostante ciò la furia dei mass media si è scatenata contro AZ e il governo si è accodato in un festival dell’eccitazione che non solo non ha nulla di razionale, ma non serve a prevenire i rischi.

Sono anni che una stolta mentalità NO VAX si è affermata in Italia. Una mala pianta che nemmeno la pandemia è riuscita a sradicare che l’ultimo capovolgimento delle prescrizioni per AstraZeneca contribuisce a rafforzare notevolmente. Probabilmente non si ripeterà la storia dell’anno scorso, quando l’estate si portò via i timori e l’autunno fece partire la terza ondata con migliaia di morti. Non si ripeterà perché gli italiani saranno in grande maggioranza vaccinati, ma deliri come quello dell’ultima settimana danno un bel contributo a diffondere sfiducia. In quale scenario siamo? L’esempio inglese ci dice che il virus non è scomparso e muta e che solo una doppia dose può proteggere efficacemente. Gli italiani sono lontani da quell’ottanta per cento di vaccinati con un ciclo completo che viene considerata la soglia necessaria per evitare una ripartenza in autunno. Proprio il triste caso di Camilla rischia di diventare una bandiera. Ma la paura per un vaccino in particolare quanto è fondata?

L’ultimo rapporto dell’Aifa sui vaccini fotografa la situazione a fine maggio e si basa sui dati. Le dosi somministrate sono state 32,5milioni, le segnalazioni di effetti avversi 66.258 che corrispondono a 204 casi ogni 100 mila dosi. Effetti non gravi per l’89,4%, ma solo per il 49% correlabili alla vaccinazione. Quanti sono stati i decessi? Uno ogni 100 mila dosi ossia 328. In particolare ci sono stati 213 decessi dopo il vaccino Pfizer, 58 dopo Moderna, 53 dopo  AZ e 4 con  Jansenn.  L’Aifa precisa che “La morte dopo la vaccinazione è un evento solo coincidente con la somministrazione del vaccino perché le cause del decesso sono dovute ad altre patologie concomitanti o eventi già in atto al momento della vaccinazione. La morte per vaccinazione, invece, avviene a seguito di una sequela di eventi identificati come correlabili alla vaccinazione”. In base a questo metodo di valutazione l’Aifa arriva a stabilire un nesso tra vaccino e morte in soli quattro casi.

Ammalarsi di covid, come dovrebbe essere noto, è infinitamente più rischioso. Stranamente la narrazione prevalente in una parte dei media e degli italiani enfatizza i rischi dei vaccini e minimizza accettandoli con supina acquiescenza quelli del covid. Si può capire che nelle menti distorte dei NO VAX ciò che la natura produce, e dunque anche le malattie, sia più accettabile dei rimedi prodotti dall’industria farmaceutica. D’altra parte abbiamo un Senato che ha votato il riconoscimento del metodo biodinamico in agricoltura privo di qualunque base scientifica. Un ottimo esempio per chi rifiuta la razionalità scientifica.

L’EMA che è l’autorità europea di farmacovigilanza ha ripetuto che AstraZeneca è sicuro per tutte le età, ma il nostro governo ha cambiato le sue decisioni perché la politica si è abituata ad inseguire l’opinione pubblica. Il bello è che questa, a sua volta, chiede direttive precise! Sembra la barzelletta nella quale il generale chiede all’anziano capo tribù se l’inverno sarà freddo e quello, osservando i soldati che trasportano legna, risponde che sì, sarà freddo. Al che il generale ordina di trasportare altra legna e torna a ripetere la domanda. Il capo tribù osserva ancora i soldati e prevede che farà molto freddo.

Claudio Lombardi

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