La guerra in Ucraina e la fine delle illusioni

La guerra in Ucraina sancisce la fine di tante illusioni. La prima è che la guerra in Europa fosse impossibile. Putin vuole riunire gli slavi sotto il dominio della Russia e vuole una zona di influenza geopolitica verso l’Europa. Questo disegno va oltre l’Ucraina e contempla due sole possibilità: la guerra e la resa. Senza escludere le armi nucleari se l’Occidente osa ostacolarlo. La seconda è che la Russia non potesse trasformarsi in una dittatura perché troppo legata all’occidente e attirata dai suoi stili di vita. In poche settimane la trasformazione in dittatura si è completata senza una ribellione popolare e, anzi, con un accresciuto consenso intorno al dittatore. La terza illusione è che l’Europa non avesse bisogno di armarsi perché non minacciata da nessuno. L’attacco della Russia ha mostrato la vulnerabilità dei paesi europei a cominciare da quelli ad est. Solo la protezione degli Usa potrebbe frenare, ma non impedire, un’invasione negli stati baltici o nei Balcani.

La quarta illusione è che la transizione energetica fosse una festa. Dopo essersi sottomessa a tutti i no dell’ambientalismo idealistico l’Italia è costretta a fare i conti con la realtà che non le farà sconti esigendo un pesante tributo al ricatto delle importazioni. Ultima illusione caduta è che le fonti rinnovabili potessero sostituire gas e petrolio. Costate montagne di soldi in sovvenzioni rivelano oggi la loro inconsistenza

8 marzo 2022

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