Le avventure di Donna Concetta alle prese con il rimborso della TARSU (di Fabio Pascapè)

Mi chiamo Concetta e vivo in un basso ai Quartieri spagnoli. E’ uno splendore. Con la scopa e lo strofinaccio lo pulisco tutti i giorni così come tutti i giorni lavo e pulisco la strada davanti al mio basso. Vivo di pensione. Mio marito Luigi faceva l’artigiano e mi ha lasciato un mensile. I soldi non sono tanti ma li faccio bastare. Ogni giorno che passa ringrazio il Signore. Ho una casetta e ho di che mangiare. I miei figli si sono sistemati ma sono dovuti andare via. La più grande Teresa è a Milano. Giuseppe, il secondo, è a Bologna. Non passa giornata che non sento a telefono almeno uno dei due. Sono loro che qualche giorno fa mi hanno cominciato a chiedere notizie sui rifiuti.

“Mamma come stai? E la spazzatura? Al telegiornale abbiamo visto che la situazione peggiora di giorno in giorno”.

Effettivamente c’è un cassonetto dei rifiuti proprio all’angolo del vicolo. Quasi tutte le sere passa il camioncino e lo svuota. Ma ultimamente non è andata così. L’immondizia ha cominciato ad accumularsi, ha ricoperto il cassonetto e ha cominciato a spargersi per strada. Una puzza! E i topi? Non ne parliamo…. Aspetta! Vuoi vedere che non ho pagato la tassa? Sarà per questo che non li raccolgono! Ho controllato … la tassa l’ho pagata. Ho chiesto anche a Carmela del basso affianco, a Luisa del piano di sopra e a Ferdinando il macellaio. Mi hanno risposto tutti insieme: l’abbiamo pagata, l’abbiamo pagata! E allora? Mah, proviamo a sentire la televisione. Nulla. Tutti litigano e si danno la colpa l’un l’altro.

Ad un certo punto l’immondizia comincia a spargersi dovunque e allora prendo la scopa e la raccolgo in un punto. Datemi una mano! Tutti scendono per strada e proviamo almeno ad accumularla in un unico posto. Non risolviamo nulla. “Andiamo alla Municipalità!”. Anche lì non sanno che dire. “Faremo. Diremo. Ci stiamo interessando”. Nel frattempo la “munnezza” cresce e si infila dappertutto.

Passo le mie giornate chiusa nel basso a guardare la televisione, se apro entrano i topi. Arriva Ferdinando il postino e mi porta la tassa per l’immondizia 2010. C’è pure l’aumento!

“Questi ci vogliono sfottere” è il commento di Luisa del piano di sopra. “Aspetta” dico io “leggiamo bene”.

Mi aiuta Sandro, un funzionario comunale “Buongiorno Concè, come andiamo?” mi dice tutte le mattine quando passa davanti al basso per andare a lavoro.

“Mi aiuti a leggere queste bollette?” faccio io.

Mi spiega: “la Provincia di Napoli ha aumentato la tassa di sua competenza, perciò c’è l’aumento”.

“Ho capito” faccio io “ma proprio ora dovevano aumentare la TARSU?”.

Alza le spalle. “Forse però possiamo avere una riduzione” mi dice Sandro aprendomi uno spiraglio di luce. “Come si fa?”. Apre la borsa e prende l’articolo del regolamento. “La riduzione si può avere quando il mancato rispetto della frequenza della raccolta comporti l’impossibilità per gli utenti di usufruire dei contenitori per esaurimento della loro capacità ricettiva”.

Sgrano gli occhi “che significa?”.

“Quando porti il sacchetto e trovi il cassonetto pieno hai diritto a pagare meno TARSU” mi semplifica Sandro. “E la riduzione di quanto è?” domando incuriosita.

“Il 60% della tassa per il periodo in cui non ha funzionato il servizio” mi risponde. “Quasi quasi ci provo” dico a me stessa. Chiamo gli altri e iniziamo a studiare le carte che ci ha lasciato Sandro. Innanzitutto dobbiamo capire come si fa. E’ tutto scritto in maniera complicata. Leggiamo e scriviamo tutte le parole che non capiamo su un foglio di carta “così domani mattina lo chiediamo a Sandro quando passa”.

Arriva l’indomani. “Disservizio significa che non svuotano i cassonetti, diffida significa chiedere con convinzione di fare una cosa”.

Ci guardiamo tra di noi. “Ma nce’ vo’ afforza n’avvocato! Addio rimborso!”.

Sandro ci rassicura “non è necessario un avvocato queste sono cose che può fare un cittadino direttamente”. Restiamo col dubbio ma decidiamo di andare avanti. Il nipote di Luisa trova su internet un modello di diffida che aggiustiamo con l’aiuto di Sandro. Ma che significa notificare una diffida? Basta consegnarla al protocollo di Palazzo San Giacomo e poi si deve andare a Via Volpicella dove ha sede l’ASIA.

Ci organizziamo e partiamo. In fila sentiamo un commento “E’ una perdita di tempo! Non ci daranno mai il rimborso!”. Mi avvicino incuriosita.

“Ma come, non lo sapete? Hann’ cagnat’ o’ regolamento. Il rimborso non si può avere se le discariche sono piene”. Esclama un anziano signore in fila al protocollo di Palazzo San Giacomo. Presento comunque la diffida e torno a casa. Chiederò a Sandro.

“Concè è proprio così, ho letto per bene il regolamento. Se la mancata raccolta dei rifiuti dipende dalle discariche il Comune non ti rimborsa la TARSU”. Racconto la cosa a Luisa, Carmela e Ferdinando che esclamano “E noi che c’entriamo con le discariche? Le gestiamo noi?”

Mi sale il sangue alla testa e dalla mia bocca esce: “ma va fa n’c…!!!”

…e vogliamo darle torto?

 Fabio Pascapè Assemblea Napolicentro Cittadinanzattiva

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