Cambiare la Costituzione così?

Sarebbe meglio di no. Cambiare la Costituzione in un clima di scontro in Parlamento e fuori tra maggioranza e opposizioni e all’interno dello stesso Pd non è un bello spettacolo. Tra accuse reciproche di golpe, svolta autoritaria, irresponsabilità e quant’altro i cittadini cosa devono pensare? Trattare le scelte politiche come atti di guerra, come battaglie nelle quali ci si gioca

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Legge elettorale: il cambiamento del forse (di Claudio Lombardi)

La proposta che nasce dall’accordo tra Renzi e Berlusconi e che la Direzione del PD ha approvato è complessa e tenta di mettere insieme elementi diversi scelti tra quelli più graditi alle forze politiche alle quali quella proposta si rivolge. Non a tutte, dunque, perché il M5S ha rifiutato di trattare alcunché con coerenza rispetto al disegno di Grillo: restare

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Riforme costituzionali (e legge elettorale): facite ammunina (di Claudio Lombardi)

L’11 luglio è stato approvato in Senato il ddl che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali. Il 10 settembre è stato approvato alla Camera. Poiché è un disegno di legge che modifica la procedura per cambiare la Costituzione deve essere approvato due volte dalle Camere e così ieri 23 ottobre il Senato lo ha approvato per

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103 giorni di un governo di conservazione (di Claudio Lombardi)

Meglio avere un governo che non averlo. Meglio che qualcuno rifinanzi la Cassa in deroga, che decida di iniziare a pagare i debiti dello Stato con le imprese, che ci rappresenti in Europa. Meglio di niente. Insomma i “successi” del governo Letta scaduti i fatidici cento giorni sembrano essere tutti di questo livello: niente di clamoroso , nessuna svolta, ma

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La forza riformatrice della cittadinanza attiva (di Angela Masi)

La parola “riforme” è diventata un tappabuchi per politici in fuga o a corto di idee. Per ogni difficoltà la risposta è sempre “riforme”; quando poi si aggiunge “costituzionali” allora si raggiunge l’apoteosi dei riti misterici perché non si capisce quale magia debbano portare queste benedette riforme costituzionali. Ci sono riforme (o meglio cambiamenti) che procedono nei fatti con poco

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La Repubblica democratica: un patrimonio comune, un obiettivo da raggiungere (di Claudio Lombardi)

Nel giorno del compleanno della Repubblica dobbiamo essere consapevoli che questa casa comune che gli italiani hanno costruito è un patrimonio che ci appartiene e che è infinitamente meglio di quello che c’era prima – il regime fascista – e prima ancora – la monarchia. Dobbiamo essere consapevoli che l’architettura che è stata disegnata da chi ha fondato la Repubblica

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Riforme : basta la parola ? (di Claudio Lombardi)

Ancora una volta, come fosse una gran novità, si riparla di riforme istituzionali. Leggendo i libri di storia pare che negli anni ’80 già se ne parlasse molto. E’ noto che già a quell’epoca risale la creazione di una commissione parlamentare di studio che doveva definire un ampio  progetto di riforme costituzionali. Qualcuno si spingeva oltre e rivendicava l’avvento di una Grande

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