Basta no pass parliamo di cose serie

A quanto pare si è smontata la protesta dei no pass. Tanto alte le grida degli esaltati presenti in piazza, tanto pompata la loro consistenza da giornalisti sempre pronti a gettarsi sullo scoop che li renda più visibili, quanto ragionata e responsabile la risposta degli italiani. Poiché ci siamo vaccinati all’85% dopo aver sperimentato mesi di clausura e di paura, poiché grazie al vaccino stiamo conducendo una vita (quasi) normale, potevamo dare retta a sconclusionati mentali che ululano alla luna per imporre a tutti noi la loro legge e il loro disagio esistenziale? Togliete loro un po’ di risonanza mediatica  e stroncate, con polizia e codice penale, ogni possibilità di provare giochi insurrezionali nelle città e blocchi di attività produttive. Altro non serve per chiudere la questione.

Bisogna invece parlare e tanto di come accompagnare la ripresa dell’economia. Il 6% di aumento del Pil è un risultato prezioso che vale cento il volte il green pass e varrebbe anche il vaccino obbligatorio, ma non è sufficiente se si limita a riportarci sulla stessa strada di prima del covid quando i giovani migliori emigravano per lavorare all’estero e una paga di 3 euro l’ora era normale. L’economia dei lavoretti non è il futuro. I soldi in arrivo dall’Europa devono servire a non tornare a come stavamo prima. Sono questioni serie e anche un po’ noiose, ma di queste dobbiamo occuparci

16 ottobre 2021

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