Il discorso del Papa all’università: una narrazione astratta e fuorviante

Il Papa è stato invitato a parlare alla Sapienza di Roma e non è stato contestato come capitò a Benedetto XVI nel 2008 che dovette rinunciare alla visita. Ha parlato e dal suo discorso si capisce perché è mancata la contestazione: ha detto ciò che una parte politica e intellettuale voleva sentirsi dire.

Nelle sue parole c’è qualcosa che non quadra. Un discorso che sembra dentro il mondo reale, ma lo sorvola. Una predicazione morale che però prende posizione politiche su questioni cruciali.

SUI GIOVANI. “Non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. È la menzogna pervasiva di un sistema distorto che riduce le persone a numeri, esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia.”

Sta parlando in Italia ai giovani italiani innanzitutto. Dove lo vede il ricatto delle aspettative? Dove le persone ridotte a numeri? Dove l’esasperazione della competizione? Forse in Cina, forse in Corea del sud, ma qui no. Qui c’è il problema di una formazione più seria che insegni a competere perché la vita non è solo assistenza. E poi in Italia le persone ridotte a numeri solo nelle code alla ASL. In Italia abbiamo tanti ammortizzatori sociali ed esistenziali che non c’è bisogno di compatire nessuno.

SULLA SPESA PER LA DIFESA. Chiama in causa la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa con un ammonimento: “Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce la fiducia nella diplomazia e arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.

Ma veramente sta parlando all’Europa vaso di coccio tra una guerra ad est che l’Ucraina da sola sta combattendo (grazie alle armi) e una guerra a sud per il controllo del medio oriente da parte di una potenza di 90 milioni di abitanti, migliaia di missili, una bomba atomica in gestazione e tre eserciti alle dipendenze a Gaza, in Libano e nello Yemen tutti scatenati all’attacco di Israele?

Vuole forse il disarmo unilaterale dell’Europa? Ma si rende conto che la poesia del suo messaggio corrisponde ad una catastrofe politica ed esistenziale dei popoli europei che se lo seguissero sarebbero alla mercé della Russia e dell’islam radicale?

E infatti ecco citati i luoghi: Ucraina, Gaza e territori palestinesi, Libano, Iran. A parte l’Ucraina sono i luoghi dove c’è un conflitto di lunga data contro la presenza di uno stato ebraico nella regione. Il Papa altro non considera. Che so, un pensiero per le migliaia di cristiani massacrati nel mondo. Oppure per le donne afghane ridotte a bestie domestiche al servizio degli uomini.

Una visione astratta intrisa di luoghi comuni e pericolosa se presa come guida dai governi occidentali

Claudio Lombardi

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