Il senso di colpa dell’occidente

Non so se sono più ridicoli patetici o squallidi i putinofili e filo nazisti islamici, che si dichiarano contro Trump, quando bombarda i pretoni iraniani ma lo adorano se tradisce l’Ucraina aggredita, in realtà è uno di loro, hanno in comune l’odio per le democrazie liberali che vogliono distruggere, in particolare l’Europa, della quale l’Ucraina è lo scudo d’acciaio.

La Russia non è in grado di produrre e quindi di esportare il gasolio previsto nell’accordo con l’aranciopiteco, il prezzo calerà inizialmente e poi risalirà, lo scopo è attribuire la colpa all’Ucraina, non alla guerra da Trump scatenata senza alcuna strategia di uscita.

Putinismo, palestinismo e trumpismo tutte facce di una sindrome di Stoccolma di massa.

Si tratta di fenomeni apparentemente distinti, se non addirittura incompatibili tra di loro ma hanno un aspetto unificante, il senso di colpa per la civiltà occidentale che ha dato vita alle democrazie liberali, si parte spesso da una revisione storica che identifica nel colonialismo e nello schiavismo i marchi d’infamia eterni, dei quali saremmo gli unici colpevoli.

Per farlo si ricorre ad una caricatura benevola dei popoli colonizzati e schiavizzati, con società pacifiche ed armoniose annientate dalla nostra violenza; quindi, qualsiasi atrocità da parte loro nei nostri confronti deve sempre essere giustificata dal nostro peccato originale.

Questa semplicistica narrazione attribuisce il colonialismo principalmente a Francia, Regno Unito ed USA quelli inglesi e francese sono stati i più grandi imperi coloniali degli ultimi secoli ma quelli spagnolo, portoghese e olandese non sono stati irrilevanti, gli USA non hanno avuto colonie, erano loro una colonia, ma protettorati, definire loro colonie il Giappone e l’Europa è pura ideologia.

Chi parla, con superficialità dei colonialismi passati, ignora totalmente quelli attuali, il colonialismo economico cinese, quelli militari russo e turco e quello teocratico iraniano in Libano, Yemen, Iraq e Gaza.

Follia poi la vulgata sul colonialismo israeliano, i territori assegnati ad Israele nel 1947 erano stati in gran parte acquistati regolarmente durante l’occupazione turca ed il mandato britannico, i territori di Gaza, Cisgiordania ed alture del Golan, sono stati occupati dopo le guerre di annientamento arabe, nella Gaza restituita ai palestinesi nel 2005. I coloni sono stati prelevati a forza da IDF, questo non cancella le colonie illegali ed i crimini dei coloni fanatici e parte dei militari israeliani, quelli della Grande Israele, esattamente speculare alla “Palestina da fiume al mare” dei tagliagole islamisti.

Ancora più farneticante è il ribaltamento della realtà sullo schiavismo, che è stato la regola delle società umane per millenni ma viene ora attribuito quasi esclusivamente alle navi negriere inglesi, che li portavano nelle colonie del Nuovo Mondo, ignorando che venivano comprati dai mercanti arabi che li avevano catturati e che è stato proprio il Regno Unito ad abolire la schiavitù ed a fare una vera e propria guerra alle navi negriere, per non parlare delle guerra civile USA, nata proprio dalla sua abolizione.

Attualmente permangono delle forme di schiavismo, più o meno mascherato ma è ancora palese nella Repubblica Islamica di Mauritania.

Chi è succube di questa narrazione, alimentata dalla guerra ibrida russa ed islamista, ignora totalmente che sia Putin che i tagliagole islamisti, in entrambe le versioni sciite e sunnite, hanno come obbiettivo palese la distruzione delle imperfette democrazie liberali, hanno in comune modelli sociali mafiosi, misogini ed omofobi ma sono sostenuti anche da chi si definisce di sinistra, per la parità dei sessi e per i diritti LGBT, rispettati invece nella odiata Ucraina e nella aborrita Israele.

A quei regimi criminali sta dando una grossa mano Trump, complice di Putin e sostenitore dei fascisti al governo in Israele, il MAGA e Qanon hanno molto in comune con quelle ideologie e la Sindrome di Stoccolma di certa sinistra woke, sta dando loro una grossa mano, basta sventolare la bandiera palestinese ed usare a sproposito il termine genocidio, definirsi antisionista (non antisemita mi raccomando), ignorando totalmente il significato del sionismo, per considerarsi assolti dai crimini veri o presunti dell’odiato occidente, al quale si appartiene ma che si vorrebbe distruggere.

Gianpiero Piva (da facebook)

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