L’unione fa la forza? Sì e allontana la guerra

Bisogna riconoscere che un anno di Trump sta costringendo gli stati europei a riscoprirsi. La coalizione dei volenterosi, nata intorno al supporto dell’Ucraina ed estesa al Regno Unito e al Canada, sta dando forma ad una nuova Europa più coesa e decisa a far valere la propria forza. Trump ha interrotto da giugno ogni rifornimento e ora l’onere del sostegno pesa interamente sulle risorse europee. Una parte delle opinioni pubbliche e delle forze politiche è contraria e abbandonerebbe l’Ucraina. Chiamano la resa pace senza rendersi conto che il disegno della Russia è quello di ricostituire l’impero sovietico e che, quindi, ci sarebbero altre aggressioni a paesi liberi e altre guerre nelle quali saremmo coinvolti anche noi.

L’unico modo per evitarlo è rafforzare le nostre difese per diventare più forti dei potenziali aggressori (atomiche comprese). Il passo dell’Europa è lento perché si tratta di mettere insieme paesi che si nascondevano dietro la retorica dell’europeismo non volendo cedere nulla della propria sovranità. Oggi, però, il livello nazionale è diventato una debolezza e solo unire le forze può garantire una massa critica di mezzi e di persone da opporre alla Russia. Non farlo significherebbe offrirsi come preda e chi ha riportato la guerra in Europa (quella vera fatta di distruzioni immani, di massacri e di sofferenze inaudite per la popolazione) è disposto a tutto per vincere.

22 gennaio 2026

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