Diritto o forza? Realtà e illusioni

L’atto di forza degli Stati Uniti in Venezuela si colloca completamente al di fuori del diritto internazionale la cui prima regola è la non ingerenza negli affari interni di uno stato. La prima e la più violata. Pensiamo alle guerre, quelle combattute dagli eserciti dall’esterno e quelle ibride che dall’interno puntano a sgretolare la forza di uno stato con sabotaggi, disinformazione e corruzione. Per noi è inconcepibile che qualcuno violi il diritto internazionale. Eppure in un modo o nell’altro veniamo tutti da una guerra che ha stravolto i diritti – interno e internazionale – per rifondarli.

Se il nostro orizzonte è il diritto internazionale rischiamo di rivestirlo di una sacralità che non ha perché è fatto di patti tra i soggetti che lo riconoscono. Il diritto arriva quando la forza si è già espressa. È giusto? È sbagliato? È così e non c’è nessuno che può assumere la guida dell’umanità e imporre il diritto come lo intendiamo noi: tutti uguali e nessun conflitto, ma solo autorità legittime e procedure. Uguali gli stati? Non lo sono perché cambia la forza economica, militare e la qualità dei diversi regimi. L’ONU che si basa su questa finzione è finito nell’irrilevanza e a farsi strumento di dittature e teocrazie sanguinarie. Il ricorso alla forza va messo in conto e non bisogna farsi trovare impreparati

5 gennaio 2026

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