E ora i partiti di opposizione tirino fuori le idee

Dai partiti di opposizione arrivano giudizi sprezzanti e intransigenti nei confronti del discorso programmatico pronunciato da Giorgia Meloni in Parlamento. Tutti a fare le pulci: non c’è questo, non c’è quello, poteva dirlo meglio ecc ecc. Non si capisce se si tratti del pregiudizio verso una leader considerata un’abusiva della democrazia o dell’inveterata abitudine di molti gruppi politici (e intellettuali) di considerarsi superiori a tutti gli altri, unici depositari della verità. In realtà una reazione più riflessiva metterebbe in luce che il voto ha legittimato tutti i partiti e non solo quelli di maggioranza. Il discorso del Presidente del Consiglio ha aperto nuove vie alle opposizioni sulle grandi scelte politiche da compiere.

Politica industriale, politica estera, politica dell’istruzione e della formazione, politica verso i giovani e poi ancora energia, lavoro, pubblica amministrazione, diritti civili. Il discorso ha espresso uno sforzo notevole per rappresentare una destra democratica e liberale che, in quanto tale, non potrà rifiutare il contributo critico delle opposizioni. Per contrapporsi a quella piattaforma, che definisce soprattutto l’indirizzo politico del governo più che i singoli provvedimenti, bisognerà che i partiti di opposizione abbiano le idee chiare, puntino alla concretezza ed evitino la facile demagogia.

26 ottobre 2022

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