Grande spesa pubblica uguale grande sviluppo economico? NO

Articolo molto interessante di Roberto Perotti sul Foglio del 5 febbraio. Una ragionamento da cui non si può prescindere e che spiega molto della situazione italiana. Di seguito una sintesi

L’opposizione grida alla catastrofe sulla situazione economica che, oggettivamente, si mantiene in equilibrio con il governo che fa poco, ma non fa danni. La situazione attuale però è il risultato di ciò che è accaduto prima. Prendiamo il Superbonus e i vari bonus edilizi nel decreto Rilancio del 2020, votato dai partiti dell’attuale opposizione.  Ad oggi sono costati  230 miliardi, circa sei volte la stima iniziale. È probabile che quasi tutti si siano resi conto della follia di un provvedimento che regalava un tetto nuovo ai proprietari di migliaia di villette.

Dietro la politica dei bonus c’era una teoria monetaria bizzarra. Eppure bastava il buonsenso per comprendere che se la Fiat promettesse di regalare un’automobile a ogni italiano che faccia domanda, e di aggiungere il 10 per cento del valore dell’auto come premio, andrebbe in bancarotta in un pomeriggio – e farebbero domanda moltissimi che non hanno alcun bisogno di un’altra automobile. Un altro esempio di questo approccio è la mozione di alcuni deputati Avs, M5s e Pd che chiede al governo di abolire il meccanismo automatico di aumento dell’età pensionabile ritenendo che, con il passaggio al contributivo, non ci sia più relazione tra età pensionabile e sostenibilità della spesa per pensioni. Anche in questo caso basterebbe il buonsenso: se la vita attesa si allunga di sei mesi e l’età pensionabile non cambia, in media ogni pensionato percepirà sei pensioni mensili in più. Come si possa sostenere che la spesa pensionistica non aumenterà è un mistero. Infatti secondo la Ragioneria l’abolizione dell’adeguamento automatico porterebbe a un aumento del debito per 400 miliardi tra venti anni. Si possono anche chiedere pensioni più alte, ma non ha senso pensare di decidere su basi macroscopicamente illusorie perché poi si crea un buco di 400 miliardi da riempire.

Il secondo peccato originale dell’opposizione è l’eterna illusione della “grande scossa”, l’idea che sia sufficiente schiacciare un tasto e  votare una legge da centinaia di miliardi per avviare finalmente l’economia italiana su un cammino glorioso di crescita perenne. Con questa idea dura a morire  abbiamo impegnato in poco più di un anno, tra il maggio 2020 e l’estate 2021, oltre 400 miliardi (circa il 20 per cento del Pil) per il Superbonus e il PNRR.  Così facendo abbiamo ipotecato il futuro, ma l’opposizione dopo questo disastro, grida allo scandalo perché non si trovano 5 miliardi per la la sanità.

Aggiungiamo a questo l’ossessione per i grandi eventi:  Olimpiadi, Europei, Mondiali, Expo, l’anno di questo, la giornata di quello, giustificati con previsioni di benefici economici insensate. E’ così che è stato venduto il PNRR ai deputati e agli italiani tutti. E’ così che l’opposizione attuale, allora al governo, si è abbeverata compiaciuta alla fonte del sonno della ragione.

Ma evidentemente non era ancora abbastanza, perché poco dopo, nel 2022, il programma elettorale del Pd conteneva 86 proposte di aumenti di spesa e 21 di tagli di tasse,  a fronte di quattro proposte di aumenti di tasse e zero di riduzioni  di spesa.

Se l’opposizione vuole tornare ad essere rilevante deve passare dall’illusione della “grande scossa” all’economia con una grande spesa pubblica al pensare in piccolo ovvero mettere da parte bonus e PNRR e occuparsi della sanità, delle periferie e dell’integrazione dei giovani. Problemi che non si risolvono in un anno, né con una singola misura, ma con interventi capillari, progettualità, coordinamento con i governi  locali, le forze dell’ordine e anche le federazioni sportive. L’approccio è il contrario del PNRR: stanziamenti continui nel lungo periodo. Quando scadrà quest’anno, molti programmi saranno azzerati all’improvviso e molti investimenti andranno progressivamente degradando come spesso succede in Italia.

Insomma pensare in piccolo richiede di chinare la testa e programmare, ipotizzare i vari scenari, anticipare cosa può andare storto e pensare in anticipo ai rimedi. Un impegno sull’ordinaria amministrazione e  una moratoria sull’amministrazione straordinaria.

E’ un segno delle priorità distorte dell’attuale opposizione, al governo quando le Olimpiadi furono proposte e approvate. Mentre si spendono cifre folli per quindici giorni di eventi a Milano ci sono piscine comunali  chiuse per mancanza di fondi di gestione, lasciando migliaia di giovani senza un punto di aggregazione soprattutto d’estate. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo, e l’opposizione ne ha una grossa responsabilità.

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