Senza sconfitta dei nazifascisti non ci sarebbe il 2 giugno

Il “2 giugno, si celebra la nascita della nostra Repubblica, frutto di una scelta di pace, di libertà, di indipendenza, all’insegna del ripudio della violenza tra le nazioni”. Così il Presidente della Repubblica. È bene però ricordare agli italiani che il voto che ha portato alla scelta della Repubblica e all’elezione dell’Assemblea Costituente e quindi alla Costituzione arriva subito dopo la conclusione di una guerra mondiale che stroncò il nazifascismo. La Guerra fu scatenata dall’Asse Germania, Italia e Giappone per conquistare l’Europa e l’Asia e per costringere alla resa gli Stati Uniti d’America. Una guerra atroce come mai se n’erano viste prima. La Repubblica italiana nasce grazie a questa guerra che fu anche guerra civile tra fascisti e antifascisti che portò alla Liberazione del 25 aprile 1945.

Pace e rifiuto della guerra espresse nella Costituzione non nascono come istanza intellettuale, ma poggiano sui risultati di un conflitto senza il quale avrebbero prevalso le dittature compiendo i crimini che avevano nei loro programmi: il genocidio degli ebrei, la schiavizzazione degli slavi e degli asiatici, la sottomissione del mondo intero alle “razze superiori”. No la Repubblica italiana non nasce dal pacifismo, ma dalla scelta di combattere per non essere schiacciati. Con le armi e con tutta la ferocia necessaria. O la libertà o i suoi assassini. Un insegnamento sempre valido

2 giugno 2025

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