Energia: dall’idealismo alla realtà

Alla fine stiamo sbattendo tutti contro il muro della realtà. Per anni abbiamo fatto una scorpacciata di idealismi riassunti nel “magico” nome di Greta e del movimento a lei ispirato. L’ambientalismo più radicale è apparso trionfante. La priorità era una sola: stop alle energie fossili. Quindi stop all’uso, alla ricerca, all’estrazione. In Italia la produzione di gas si è ridotta da 17 a 4 miliardi di metri cubi. Alla prova dei fatti gli idealismi sono caduti. Le rinnovabili segnano il passo perché la stessa cultura ambientalista, declamatoria e astratta, ne impedisce l’espansione. Le centrali elettriche a carbone vanno a pieno regime. La battaglia per il gas è in pieno svolgimento e si sta svegliando un nuovo interesse per il nucleare.

La realtà sta riprendendo il sopravvento. Bisogna far funzionare le attività produttive. Bisogna produrre elettricità. Bisogna scaldare le case e garantire la mobilità di persone e merci. Bisogna, quindi, rimettere i piedi per terra e levare di mezzo quelle scadenze rigide alle quali l’Europa ha legato i suoi destini energetici senza avere nemmeno l’idea di quali conflitti avrebbero causato. La transizione energetica è comunque in corso e va sostenuta con le rinnovabili e con il risparmio energetico, ma da sola non risolve tutti i problemi.

11 febbraio 2022

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *