Finisce la finzione dello smart working pubblico

Dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in ufficio. Non tutti subito e con mille cautele. Finisce la finzione dello smart working imposto dal governo Conte. All’inizio fu l’ovvia conseguenza del lock down. In seguito divenne uno dei tanti sogni velleitari che hanno bloccato l’Italia. Dallo Stato imprenditore ridotto a spazzino delle imprese fallite, alle baby pensioni, alle finte invalidità, ai rifiuti zero fino all’abolizione della povertà con il reddito di cittadinanza. Velleitarismi capaci di bloccare, deviare o sprecare, un po’ furbi, un po’ truffaldini, un po’ idioti. Segni dell’incapacità di governare una società complessa.

Dal marzo 2020 al 15 ottobre sono 20 mesi. Come sono stati resi i servizi al pubblico in questo periodo? Lo ha detto Brunetta: è stato chiamato smart working un lavoro a domicilio all’italiana che è un modo per dire che si è lavorato pochissimo. La domanda che tutti dovremmo porci è: per quanto tempo l’Italia può vivacchiare sui successi delle imprese che esportano e producono ricchezza e sull’improduttività di una macchina pubblica che non vale quello che costa? Invece di abbuffarci di chiacchiere e di idealismi una classe dirigente seria dovrebbe portare il settore pubblico al livello di efficienza delle migliori imprese private. Per i prossimi 50 anni non serve altro

27 settembre 2021

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.