La presa in giro del taglio delle tasse

Pare che solo il 10% di italiani segua le vicende politiche e che un buon 40% di elettori non andrà a votare. Un atteggiamento che equivale al fatalismo di chi guida a fari spenti nella notte. Sicuramente molti tra questi sono pronti a condannare la politica, i politici e un generico sistema nel quale agirebbero solo ladri e corrotti. Magari sono le stesse persone che non pagano le tasse, ma che sono sempre pronti a chiederne il taglio. Gli stessi che utilizzano la sanità pubblica pagata dagli altri oppure che godono di esenzioni e scorciatoie nelle graduatorie riservate ai redditi più bassi.

In effetti più di metà dei contribuenti (18 milioni) dichiara meno di 15 mila euro l’anno di reddito e, quindi, non paga l’Irpef. Basta guardarsi in giro per capire che è un dato menzognero. L’Italia non è un paese popolato da poveri, ma buona parte degli italiani è convinto che lo sia e di aver diritto ad un risarcimento. Che tutti i partiti vogliono elargire peraltro. A destra si mette il taglio delle tasse al primo posto mentre, invece, bisognerebbe dire la verità: innanzitutto deve crescere la ricchezza prodotta con il lavoro degli italiani e bisogna superare l’evasione fiscale perchè tagliare si può, ma a parità di gettito. Vivere a debito per coprire evasione fiscale e spesa pubblica improduttiva no

15 agosto 2022

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