La truffa del diritto internazionale e le vedove di Khamenei
“Eh, ma il regime non è caduto!”
Questi sono quelli che ovviamente sotto sotto SPERANO che il regime resti in piedi, perché a loro la teocrazia islamica PIACE – tipicamente perché odiano Israele ad un punto tale da farsi andare bene non solo gli orrori degli ayatollah, ma proprio ammirarli profondamente. Il regime non è caduto, e l’operazione militare non è ancora finita. È possibile che cada, ma anche nel peggiore dei casi la decapitazione della bestia è un messaggio fortissimo a chiunque venga dopo: SE il regime resta in piedi dovrà necessariamente ridurre la sua influenza sulla regione e questo vuol dire meno soldi e meno armi a Houthi, Hamas, Hezbollah, quindi comunque ci si può aspettare un miglioramento e una stabilizzazione parziale della regione. Certo, non ci sarebbe la libertà per gli iraniani, che è quello che più conta: sarebbe una vittoria mutilata, per questo spero che l’operazione militare porti ad un rovesciamento completo della Repubblica Islamica.
“Eh, ma allora vuoi l’esportazione della democrazia come in Afghanistan!”
Anche questa tribù parte dal presupposto che l’Occidente sia il male supremo e il regime degli ayatollah fosse il bene: “certo, è un regime atroce, ma è la loro cultura e se gli togliamo il regime non cambierà nulla” (la risposta è sì: quelli che fanno questo ragionamento sono razzisti). Quello che questi tizi ignorano è che l’Iran NON è l’Afghanistan. In Afghanistan i talebani sono emersi in un contesto di tribù Pashtun con tradizioni religiose orripilanti già prima dell’islam (il Burqa ad esempio era già lì prima che si diffondesse la religione musulmana), dove le donne erano già merce di scambio e dove la giustizia veniva già amministrata secondo precetti tribali, familisti e religiosi (nel vicino Pakistan fece notizia un giudice religioso che, come pena per lo stupro di una ragazzina, condannò la sorella del perpetratore ad essere stuprata dalla famiglia della vittima). In Iran, invece, prima della dittatura teocratica, c’era una società secolare e in via di modernizzazione, occidentalizzata e nemmeno particolarmente musulmana (molti erano zoroastristi o proprio non religiosi): gli ayatollah presero il potere solo grazie all’aiuto dei comunisti (utili idioti della circostanza) che poi vennero prontamente sgozzati una volta rovesciato lo scià. Ad oggi in Iran meno di un quarto della popolazione si riconosce nell’Islam, la maggior parte si definisce non religiosa.
Non dico che se cade il regime andrà per forza tutto bene, ma i presupposti sono decisamente diversi, sono più simili a quelli dello sbarco in Sicilia del ’43 che a quelli dell’operazione militare in Afghanistan.
“Eh, ma il precedente? Il diritto internazionale?”
Chi pone questa domanda spesso non è interessato realmente alla risposta, ma visto che qualcuno che si pone realmente il problema c’è, provo a rispondere. Il diritto internazionale per quanto mi riguarda è da ABOLIRE.
Mi spiego: il regime iraniano in 46 anni ha massacrato centinaia di migliaia di oppositori, finanziato milizie terroristiche, coadiuvato altri governi assassini e criminali che hanno compiuto atti di genocidio raccapriccianti (ad esempio il regime di Bashar al-Assad), ha armato e supportato gli attacchi del 7 ottobre, ha condotto una guerra di invasione contro l’Iraq mandando a morire in battaglia ragazzini di 13 anni; la legge islamica in Iran prevede che le bambine di 9 anni possano essere date in sposa, che si possano compiere atti sessuali non penetrativi con bambine in età prepuberale, che si possano (e in qualche caso si debbano) stuprare le detenute di sesso femminile in carcere e che le sentenze di condanna a morte di chi ha commesso “crimini contro la castità” debbano essere eseguite dalla famiglia del condannato (ci sono stati ragazzini di 15 anni costretti a tirare la leva del patibolo della propria madre).
Dov’è il diritto internazionale? Oh, certo: il diritto internazionale condanna tutto questo. Ma dopo la condanna cosa succede? Risposta: un cazzo.
Perché il regime iraniano se ne sbatte i coglioni del diritto internazionale. Come se ne sbatte i coglioni Putin quando fa assassinare giornalisti e oppositori e invade l’Ucraina bombardando i civili col fosforo bianco e gli ospedali pediatrici coi droni (iraniani), se ne sbatte il cazzo la Cina che schiavizza gli Uighuri per fabbricare i nostri amatissimi pannelli solari a basso costo e se ne sbattono tutti i dittatori, massacratori, assassini e macellai del pianeta. Cosa prevede il diritto internazionale per tutti loro? Niente.
Il diritto internazionale non prevede neanche i buffetti sulla guancia come sanzione. La maggior parte delle volte che viene violato non fa neanche notizia (a meno che non ci sia di mezzo Israele, e comunque anche lì raramente ci sono conseguenze).
Non esiste una “polizia” che può far rispettare questo famoso diritto internazionale (e quando c’è, tipo i caschi blu dell’ONU, si rivela utile quanto i nani di gesso in giardino, tipo in Bosnia).
Di fatto il diritto internazionale oggi è applicato su base totalmente VOLONTARIA e questo significa che ingabbia le democrazie occidentali lasciando mani completamente libere agli altri.
Di fronte alle violazioni del regime iraniano, di fronte ai massacri, abbiamo osservato per anni con le mani legate e la scusa del diritto internazionale. Abbiamo detto ai ragazzi impiccati alle gru e alle ragazze ammazzate per il velo indossato male “scusate, ma non possiamo aiutarvi: sarebbe una violazione del diritto internazionale, dovete fare da soli anche se siete disarmati contro dei macellai vigliacchi, e pazienza se morirete a decine di migliaia, non vogliamo creare un precedente”.
Se le cose stanno così, la mia risposta è VAFFANCULO. Il diritto internazionale è nato per proteggere i popoli, non i loro carnefici.
Oggi viene usato al contrario, oggi il diritto internazionale esiste solo a salvaguardia dello status quo, anche quando questo coincide con regimi orripilanti. Il diritto internazionale è morto ieri? BENISSIMO COSÌ.
“Eh ma adesso i dittatori di tutto il mondo potranno giustificarsi”
No, non ne avevano bisogno ieri e non ne hanno bisogno oggi, di giustificarsi. Oggi magari possiamo smettere di giustificarci noi.
“Eh ma adesso Trump e Netanyahu…”
Il grosso vantaggio dell’occidente è che noi il regime change lo facciamo ogni 4 anni in maniera pacifica, se vogliamo.
“Eh ma a loro non frega niente degli iraniani, vogliono il petrolio”
Pazienza. Eterogenesi dei fini. Torneremo a parlare di diritto internazionale quando avremo una superpotenza che lo rispetta e che ha la forza di farlo rispettare quantomeno in prossimità dei suoi confini. Ovvero gli Stati Uniti d’Europa, che dovranno essere una nazione federale, democratica e ARMATA FINO AI DENTI.
“Ah quindi pensi che l’Europa e la cultura europea siano meglio del resto del mondo?”
Sì.
(tratto da un post di Luca Romano su facebook)


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