L’Europa e il medio oriente oltre Trump
Trump e Netanyahu sono perfidi. La guerra all’Iran va contro il diritto internazionale e i paesi europei fanno a gara a prendere le distanze dagli Usa. Tutto qui?
Gli stati europei non possono cavarsela così. Devono rispondere ad una domanda: voi cosa fareste in questo medio oriente? Prima del 7 ottobre 2023 si era vicini al riconoscimento tra Israele e Arabia Saudita. Gli ayatollah e gli islamisti hanno deciso di farlo saltare e di scatenare la guerra. La via della pace era ormai preclusa. Non c’è più un prima a cui poter tornare. Ma poi quale “prima”? Quello del terrorismo dei “lupi solitari” e delle stragi in Spagna, Germania, Francia, Inghilterra e Israele? O dei negoziati sul nucleare con l’Iran che sotto i riflettori si profondeva in impegni e in segreto costruiva i laboratori di arricchimento dell’uranio sotto le montagne?
Il problema per gli stati europei è che il medio oriente li riguarda. E lì ci sono forze potenti che lavorano per la guerra. Dall’8 ottobre 2023 Israele combatte una guerra per la vita ed è giusto che la vinca perché Israele significa sviluppo economico, tecnologia, ricerca, istruzione, pace. I suoi nemici significano oscurantismo, fanatismo, negazione delle libertà, guerra. C’era un progetto fondato sui Patti di Abramo che l’Iran ha voluto bloccare: il Corridoio IMEC (India, medio oriente, Europa). Se si abbandona quella strada – ed è probabile che accada se la Repubblica islamica non esce sconfitta da questa guerra – non ci sarà mai la pace che riempie i discorsi dei politici europei in una continua ripetizione di buoni propositi fondati sul niente.
Guardiamo a cosa è accaduto dall’8 ottobre 2023 nei paesi europei. Attraverso il movimento propal si è affermata una versione anti occidentale, islamista e anti israeliana della guerra di Gaza grazie al sistema mediatico che ha presentato come verità le fonti di Hamas. I governi non hanno osato andare in direzione contraria alle opinioni pubbliche e lo slogan “Palestina libera dal fiume al mare” si è trasformato in coscienza collettiva. Esattamente dove Iran e islamisti volevano arrivare. Dietro gli inni al dialogo, alla pace e alla salvezza dei palestinesi si intravede una convergenza di fatto in chiave anti israeliana con la parte più aggressiva e reazionaria del mondo islamico. La guerra degli Stati Uniti e di Israele ha fermato questa deriva e mette gli stati europei di fronte alle loro responsabilità. Il punto non è partecipare alla guerra, ma decidere cosa vuole l’Europa.
E quindi, possiamo pure negare l’uso delle basi, ma il conflitto con l’Iran ci riguarda
C.L.



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