Propal e filorussi: la propaganda tossica

In Russia è nata la guerra ibrida che fa della manipolazione delle opinioni pubbliche, permessa dalla libera circolazione delle informazioni e delle idee, un’arma capace di condizionare e stravolgere le politiche dei governi dei paesi democratici. Così, ma anche con il ricorso a finanziamenti mirati, la Russia è riuscita a creare dei canali di comunicazione con le opinioni pubbliche europee e ad avere politici, intellettuali e comunicatori che condividono la sua strategia. Qualcosa di analogo si è verificato con il mondo propal con l’aggiunta di una base di massa su base ideologico/religiosa molto aggressiva che va dai movimenti e partiti di sinistra schierati contro Israele dai tempi dell’URSS, fino ai milioni di immigrati di fede islamica e alla capacità di penetrazione finanziaria del mondo arabo.

Le guerre in Ucraina e a Gaza hanno scoperchiato l’esistenza in Europa di un vasto orientamento culturale antioccidentale. Oggi bisogna fare i conti con una parte di opinione pubblica ostile alla difesa dell’Ucraina e con una ben più vasta parte ostile all’esistenza stessa di Israele. Un ruolo decisivo lo hanno svolto i media sia dando spazio ai filo russi fin dal febbraio 2022, sia proponendo come unica chiave di lettura della guerra a Gaza e del conflitto in medio oriente le informazioni e i messaggi di Hamas. Su Gaza in particolare il bombardamento mediatico ha ridotto a slogan persino i pensieri delle persone e ha ostacolato la comprensione dei fatti basata su dati di realtà. E’ un’eredità tossica che durerà

14 agosto 2025

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