Azioni concrete? La trasparenza (di Claudio Lombardi)

Campagna elettorale finita, legislatura che sta per iniziare, programmi dei partiti e delle liste da attuare. Un tema che è una precondizione di base per molto altro: la trasparenza nel rapporto tra le pubbliche amministrazioni e i cittadini.

Intanto già è prevista. Il 15 febbraio scorso, il Consiglio dei ministri il decreto per la «disciplina degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni».

Novità importanti quelle introdotte: dall’istituzione dell’obbligo di pubblicità delle situazioni patrimoniali di politici e parenti entro il secondo grado alla pubblicità degli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche; dalla pubblicazione dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali al principio della totale accessibilità delle informazioni. Il modello di ispirazione è quello del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l’accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle PA, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente (es. per motivi di sicurezza). E’ stato introdotto il diritto di accesso civico con il quale tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le PA pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato. Interessante notare che si prevede l’obbligo per i siti istituzionali di creare un’apposita sezione – Amministrazione trasparente– nella quale inserire tutto quello che stabilisce il provvedimento.

Viene disciplinato il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità – che è parte integrante del Piano di prevenzione della corruzione – e che deve indicare le modalità di attuazione degli obblighi di trasparenza e gli obiettivi collegati con il piano della performance».

Lo strumento principale per la trasparenza? Direttamente dagli USA ecco l’OPEN GOVERNMENT DATA.  L’amministrazione Obama ha emanato la direttiva sull’Open Government nel dicembre 2009 nella quale, fra l’altro, si legge “Fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni on line utilizzando un formato aperto (open) che possa cioè essere recuperato, soggetto ad azioni di download, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate”. Gli effetti pratici di questa direttiva si sono concretizzati con la messa in esercizio di Data.gov (http://www.data.gov/) il portale governativo americano creato con lo scopo di garantire un unico punto di accesso a tutte le informazioni pubbliche prodotte dal governo.

Il principio di base è che la pubblica amministrazione dovrebbe essere aperta ai cittadini, tanto in termini di trasparenza quanto di partecipazione diretta al processo decisionale, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In sostanza, i dati prodotti dalla P.A., in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili. La dottrina dell’Open Government è imperniata su un concetto molto semplice: tutte le attività dei governi e delle amministrazioni dello stato devono essere aperte e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’ operato.

E IN ITALIA? CITAZIONI SPARSE DAI PROGRAMMI ELETTORALI

Tanto per non dimenticare e per chiedere conto a chi sarà eletto vediamo la sensibilità dei partiti sul tema della trasparenza.

Il programma di Nicola Zingaretti, candidato alla presidenza della Regione Lazio sembra essere chiaro. Nel primo punto del suo programma, alla voce “Una regione che funziona, si legge:

Il nostro primo atto sarà scrivere una nuova legge per promuovere la trasparenza totale della pubblica amministrazione e offrire ai cittadini la possibilità di controllare direttamente ogni passaggio della vita amministrativa.” Da qui derivano gli impegni:

Open Data: su internet tutti i dati dell’amministrazione e i numeri del bilancio per consentire ai cittadini e alle imprese di controllare come vengono spesi i loro soldi

Rendiconto periodico dell’azione di governo, mediante le Giornate della trasparenza
Verbali dei Consigli di amministrazione delle società e delle aziende pubbliche su internet
Tutte le nomine trasparenti e fondate sul merito

Piano Regionale anticorruzione per gare, appalti, contratti e contributi pubblici

Anagrafe degli eletti per rendere pubblici tutti i dati su reddito e attività dei nostri rappresentanti”.

Chiaro, no? Avanti un altro.

Lombardia, Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza alla voce “Trasparenza e legalità” dice:  “Il tema della legalità è un presupposto di metodo e di cultura di governo. La trasparenza, in tutti gli ambiti, è il presupposto di controlli efficaci e diffusi; è anche presupposto di responsabilizzazione per tutti i cittadini.”

Insomma due buoni esempi, ma andiamo avanti.

Su un altro versante Scelta civica prevede una vera e propria “Agenda digitale” che riguarda non solo la P.A., ma anche le imprese. Nel programma si legge: “vogliamo utilizzare l’ICT per fare risparmiare la PA ma anche le aziende e le famiglie, creando concorrenza, eliminando la burocrazia, snellendo le procedure. Vogliamo migliorare l’accesso alle informazioni, permettere i confronti e responsabilizzare le persone e le istituzioni anche grazie all’introduzione di un principio generale di trasparenza assoluta della pubblica amministrazione, secondo il modello del Freedom of Information Act degli Stati Uniti e del Regno Unito”.

Chiaro anche questo. Adesso il Movimento 5 stelle. Alla voce “Stato e cittadini” si legge: Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini”. Alla voce “Economia” si legge “introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari”.

Anche Il Popolo delle libertà ha qualcosa da dire. Alla voce “Agenda digitale 2013-2017” sta scritto nel programma “Portare a compimento la realizzazione del principio generale di trasparenza assoluta della Pubblica Amministrazione, con il coinvolgimento attivo dei cittadini”.

Un po’ vago, ma meglio di niente.

Insomma vince il programma di Zingaretti di cui abbiamo parlato in un recente articolo (http://www.civicolab.it/?p=3961) che si qualifica come il più audace e il più chiaro consentendo a noi cittadini di verificare meglio gli impegni presi. Con formulazioni più vaghe come quelle di altri programmi è più difficile farci i conti. Resta il fatto che la trasparenza è un’esigenza, è prevista da norme di legge (capostipite la 241 del 1990), ma ancora non è stata attuata.

Finita la campagna elettorale si comincia a lavorare e l’impegno di partiti ed eletti si misurerà sul rispetto degli impegni presi e sulla sensibilità rispetto ad alcuni temi cruciali. La trasparenza delle pubbliche amministrazioni è uno dei primi.

Claudio Lombardi

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