La sanità nelle regioni: intervista a Flavio Magarini segretario Cittadinanzattiva Veneto

Civicolab vuole capire cosa accade nel campo della sanità alla vigilia del cosiddetto federalismo. Già oggi tutte le competenze in materia spettano alle Regioni, ma in un quadro molto diverso da quello che si immagina per il futuro. Il nodo è quello della compatibilità dell’universalità delle prestazioni (e della loro efficacia) con costi che si intende riportare a standard omogenei nel quadro di una riduzione dei finanziamenti pubblici che viene data per certa. Ciò implica che sprechi, inefficienze ( e ruberie) si tradurranno automaticamente in riduzione delle prestazioni o in maggiori oneri per i cittadini. Alla vigilia di questi cambiamenti vogliamo conoscere il punto di vista di Cittadinanzattiva che, con la sua rete dedicata alla sanità – il Tribunale dei diritti del malato – segue l’evolversi della situazione in costante contatto con i cittadini.

1. La prima domanda non può che riguardare i tagli di bilancio che sono diventati il punto di partenza di ogni ragionamento sulle politiche dei servizi. Nel rapporto fra sostenibilità e universalità dove pende la bilancia? Le difficoltà dei servizi di pronto soccorso esemplificano bene il dilemma: tagliare o riformare con servizi alternativi ? 

La sfida dei prossimi anni sarà individuare nuovi modelli organizzativi, che a parità di efficienza/efficacia garantiscano la sostenibilità del Servizio sanitario pubblico. In altre parole, devono costare meno di quanto costano adesso. Perché ciò avvenga è necessario cambiare il paradigma che fino ad oggi ha guidato le scelte in sanità. Soddisfare i bisogni della cittadinanza tutta, costa meno che preservare gli interessi particolari di pochi. La ricetta è semplice: La Politica indica SOLO gli indirizzi e le priorità, la gestione viene affidata a VERI manager, che applicano le politiche sanitarie, dopo essersi confrontati con gli stakeholder. Cittadini COMPRESI. 

2. La seconda domanda riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza e, in particolare, i farmaci e i presidi. C’è oppure no una spinta delle regioni a ridurre le prestazioni e ci sono strade alternative ? esempio: quanto può incidere la prevenzione e quanto l’uso razionale e consapevole dei farmaci per una riduzione di spesa che non faccia mancare ciò che veramente serve? E ancora: quali standard dovrebbe garantire una rete di emergenza (118, pronto soccorso, ) per poter soddisfare i bisogni di un determinato territorio, senza generare sprechi di risorse? 

Anche in questo caso la parola d’ordine è innovare. Riuscire a progettare servizi, pensando ai destinatari degli stessi. Alle Regioni più che la riduzione delle prestazioni, interessa il contenimento dei costi. Anche in questo caso si può scongiurare la contrazione delle prestazioni, per altro già in atto, rendendole semplicemente meno costose. Non è una missione impossibile, se si tengono da parte gli interessi particolari.
Circa il Servizio di urgenza – emergenza, oltre alla qualità del servizio, che dovrebbe essere sempre garantita, l’unico standard importante per i cittadini è l’accessibilità. A volte sarebbe meglio chiudere alcune strutture ed acquistare qualche elicottero in più.
La prevenzione è un capitolo a parte. Anche qui, il Sistema deve imparare. Un esempio? Informare un adolescente che le conseguenze  di un’alimentazione sbilanciata, le pagherà da adulto, forse, è una comunicazione poco efficace. Dire che un’alimentazione bilanciata lo può aiutare a combattere l’acne, sarebbe un consiglio, certamente, più ascoltato. Prevenendo così tutte le patologie correlate al sovrappeso.  Per non parlare dell’obesità.    

3. Ultima domanda: cosa possono fare i cittadini? Forse non lo sanno tutti, ma Cittadinanzattiva ha condotto campagne per il monitoraggio civico e da anni si concentra sull’audit civico che ne rappresenta la concreta realizzazione già sperimentata in molte ASL. È sufficiente proseguire così o si può pensare ad altre azioni? Per esempio: i cittadini potrebbero avere un ruolo attivo nel segnalare e denunciare gli sprechi delle risorse? in che modo? 

Dove stanno gli sprechi e le frodi, lo sanno tutti. I cittadini possono fare di più. Conoscendo più di chiunque altro i propri bisogni, possono contribuire alla nascita di un nuovo modello di Sistema sanitario. Meno costoso e più efficiente. Basterebbe solo ascoltarli.  

Intervista a Flavio Magarini segretario Cittadinanzattiva Veneto

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