Senato sì – Senato no

Senato elettivo in quanto tale o Senato composto da rappresentanti dei territori cioè regioni e comuni, ma comunque eletti dai cittadini? La logica vorrebbe che, se la funzione del Senato fosse quella di raccordare i territori alle istituzioni nazionali, fosse composto da rappresentanti di questi territori. C’è la Conferenza Stato regioni? Sì, ma in questi anni non ha prodotto grandi risultati se poi le regioni sono andate avanti senza una logica unitaria.

Ma la questione di fondo è se il bicameralismo va superato oppure no. La storia di decenni dice che è stato la culla dell’aumento enorme del potere della politica e dell’arbitrio con cui ha gestito le risorse pubbliche coltivando un sistema di potere che aveva proprio bisogno di lentezza decisionale e inefficienza.

Che adesso tante “anime belle” tornino a magnificare le virtù del bicameralismo perché la seconda camera servirebbe a riflettere meglio e a controllare meglio è un magnifico esempio di distrazione dalla realtà. Basta far finta di essere nel Paradiso terrestre all’inizio della storia del mondo ed ecco che la “saggezza” della seconda camera sembra la soluzione migliore. Basta ignorare che il problema è esattamente l’opposto, semplificare e delimitare i poteri non espanderli. Perché non veniamo dal mondo di Alice nel paese delel meraviglie, ma da questa Italia tormentata da una crisi di sistema causata dal blocco storico formato da ceto sociali e da gruppi dirigenti che hanno fondato sul culto degli interessi particolari, sull’illegalità e sull’abuso la loro alleanza.

I cittadini votano da decenni di tutto – dai consigli circoscrizionali al Parlamento – e ciò non ha portato soluzioni vere alla crisi italiana perché la moltiplicazione dei centri di potere non è la soluzione, ma una delle cause dei problemi.

Moltiplicare le sedi di espressione della volontà dei cittadini e di partecipazione sì, ma non moltiplicare gli eletti e i loro privilegi. Considerando ciò che è accaduto da anni e anni è abbastanza semplice da capire, no?

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