Vitalizi e ruberie nelle regioni: un furto legalizzato (di Claudio Lombardi)

la qualunqueSe si vuole riconquistare la fiducia dei cittadini non servono chiacchiere, ma fatti. In questi giorni gli italiani devono pagare la mini IMU, l’integrazione della Tares del 2013 e una quota per servizi indivisibili (equivale alla Tasi che parte dal 2014) districandosi tra bollettini di c/c e F24, tra banca e posta o, per chi lo sa fare, pagamenti online.

Nel frattempo piovono procedimenti giudiziari contro le ruberie di tanti politici nelle regioni. Attenzione perché questi sono i casi che vengono scoperti e che configurano un reato: la realtà degli usi impropri e degli eccessi è sicuramente più vasta. Senza entrare nel dettaglio (per mutande e champagne basta leggere un qualsiasi giornale) la sostanza è che si tratta di soldi pubblici rubati per fini personali con la copertura di norme che gli stessi ladri hanno avuto il potere di scrivere ed approvare con la complicità o l’omertà anche di quelli che non sono indagati. Che senso ha? Quello di una classe politica che vive in un mondo parallelo dove tutte le zucche si trasformano in carrozze.

code posteSentite cosa scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera a proposito dei vitalizi della Regione Lazio. “nulla, dopo la storiaccia di Batman & co., è cambiato…. Perché nel 2012 è bastato un piccolo emendamento bipartisan per far saltare la norma del decreto Monti che avrebbe inibito il vitalizio prima dei 66 anni di età e con meno di dieci anni di mandato.

Il risultato è che ancora adesso nel Lazio c’è chi incassa l’assegno con le vecchie regole, a 50 anni e con una sola legislatura. Durata, per giunta, meno di tre anni. Francesco Carducci, per esempio, capogruppo dell’Udc nel Consiglio regionale dal 2010 al 2013, compirà 51 anni il 13 gennaio prossimo: a dicembre ha avuto diritto a 2.467 euro netti. E poi Isabella Rauti, classe 1962, eletta nel 2010 nel listino Polverini….: 2.611 euro. E l’ex assessore all’Ambiente della giunta di Renata Polverini Marco Mattei, 50 anni compiuti lo scorso 29 ottobre: 2.467” e via elencando nomi di tutti i partiti che prendono pensioni di quella portata anche per soli 3 anni di presenza in Consiglio.

consiglio regione lazioCi sono poi i casi di cumulo. Eccoli: “Domenico Gramazio porta a casa 5.895 euro di vitalizio regionale più 4.982 di vitalizio parlamentare….. Totale, 10.877 euro al mese. Netti. …..
Un sistema già di per sé assurdo, cui nessuno ha voluto mettere finora mano, che nella Regione Lazio ha prodotto rendite astronomiche alle spalle dei contribuenti, complice un meccanismo di conteggio che ha dell’incredibile. ….”

L’elenco dei beneficiati dal cumulo continua con tanti nomi e con cifre mai inferiori ai 5mila euro netti. Ovviamente l’articolo parla del Lazio, ma la situazione delle altre regioni non è molto diversa.

doppiezza politiciEcco, mettiamo a confronto tanta generosità e tanta ingegnosità nel concepire e scrivere norme così favorevoli ai politici con quelle che riguardano la generalità dei cittadini verso i quali il rigore domina incontrastato insieme con l’ottusità burocratica che rende anche difficile la strada di chi le tasse le vuole pagare o di chi rimane appeso ad un sistema che toglie la pensione da un momento all’altro e ti lascia in mezzo ad una strada.

Le norme non si scrivono da sole e c’è sempre qualcuno che fa o non fa. Non è una legge di natura che con 3 anni di consiglio regionale (a ben più di 10mila euro al mese netti) si incassi a vita una pensione di 2500 euro partendo dai 50 anni di età. No è una cosa voluta e va chiamata col suo nome: furto legalizzato grazie al potere, voluto e coperto da tutti. I fatti dicono questo, altra spiegazione non c’è

Claudio Lombardi

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