Il green pass e chi ama distruggere

Più che le chiacchiere vale l’esperienza diretta. Il green pass funziona ed è facile da usare. È questione di secondi e il controllo è fatto. Chi mette avanti scuse sui rallentamenti che provoca, in realtà, non vuole riconoscere che il covid c’è ancora e che tutti hanno il dovere di fare la loro parte per bloccare la pandemia. Fin dall’inizio la spinta al menefreghismo e all’individualismo selvaggio sotto l’ombrello della negazione prima della malattia e poi dei vaccini ha preteso di affermarsi con prepotenza: niente mascherine, nessun distanziamento, nessuna chiusura.

Questi sono rimasti, ma la novità sono gli intellettuali che si sono messi a giocare con i concetti. Ecco così il filosofo tuttologo che sproloquia di limitazioni della libertà; ecco la giurista/giornalista che scrive articoli per sezionare ogni misura adottata dal governo schiacciandola sotto il peso di argomentazioni giuridiche cavillose ed inutili perché astratte; ecco i politici sempre a caccia di voti che planano come avvoltoi su ogni polemica. Tutti amano fare a pezzi il lavoro di chi deve gestire la complessità senza mai mettere al primo posto la lotta alla pandemia. Sembra che non sia questa la priorità e che la loro prima preoccupazione sia, invece, quella di togliere credibilità a chi ha il compito di farlo

10 agosto 2021

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