Italiani e Ucraina: quelli che hanno paura

Secondo alcuni sondaggi una maggioranza di italiani non condivide né il rafforzamento delle nostre forze armate né l’invio di armi agli ucraini. Dopo il massacro di Bucha, che è solo uno fra i tanti commessi dalle truppe russe, bisogna chiedersi che senso ha questo orientamento. Mettiamo da parte il pacifismo idealistico secondo il quale basta non volere la guerra per non subirla, gli oppositori dell’Occidente che lo detestano pur vivendoci benissimo, i propalatori di bufale e i complottisti alla perenne ricerca di verità alternative. Si tratta di casi di confusione mentale causata da indigestione di libertà che si risolverebbero subito con una cura di dittatura putinista o cinese.

Si avverte invece in tanti qualcosa di diverso: la nostalgia per il passato e l’illusione che possa tornare. Il presente comincia a far veramente paura. Già solo il pensiero che si resti senza gas spaventa. L’idea che Putin possa usare l’arma nucleare atterrisce. Molti esprimono questa paura puntando alla resa degli ucraini che appaiono come un intralcio alla nostra tranquillità. Sconfitti loro, si illudono, torna il sereno. Non è così. Purtroppo il mondo sta cambiando e subire le minacce di un dittatore non ci farà vivere in pace. I prossimi obiettivi potremmo essere noi. Se vince stavolta Putin non si fermerà

4 aprile 2022

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