Il patrimonio di Roma disperso e la morale della favola

Patrimonio RomaUna persona sensata non penserebbe mai che chi governa una città non conosca il patrimonio di proprietà pubblica e non sappia nemmeno chi lo sta utilizzando e a che titolo. Purtroppo è quello che è successo a Roma capitale negli ultimi decenni. La Giunta Marino ha il merito di aver scoperchiato, a un anno e mezzo dal suo insediamento, una realtà che supera la fantasia. In pratica il patrimonio immobiliare del comune è in buona parte disperso, non rende nulla, è terreno di caccia di furbi e farabutti da tanti anni, è sostanzialmente a disposizione di chi riesce a prenderselo con le buone o con le cattive. Ecco l‘affittopoli romana.

Veramente denunce provenienti da comitati di cittadini si erano già sentite, ma le amministrazioni capitoline hanno reagito con la lentezza della burocrazia che non vede, non sente, non parla. I beni del comune sono preda di lestofanti e clientele varie? Sì, verificheremo, faremo sapere, indagheremo.

Poi, improvvisamente, la rivelazione di quella che può essere la classica punta dell’iceberg. Appartamenti e locali affittati a quattro soldi e pure in zone fra le più pregiate della città; nonostante ciò, morosità di decenni degli intoccabili occupanti dei quali nessuno si era mai preoccupato.

profittatoriBene, adesso sappiamo che da tanti anni immobili di pregio di proprietà del comune di Roma sono nelle mani di privilegiati che se li godono senza pagare nulla (o quasi nulla). Come è potuto accadere? L’unica spiegazione è che i profittatori siano stati protetti dall’interno dell’amministrazione comunale con l’acquiescenza dei politici che si sono succeduti alla guida del Comune. Evidentemente i sindaci del passato hanno preferito non sapere e non vedere per non dover decidere di pestare i piedi a clientele varie o, magari, ad amici degli amici. Una vecchia storia che si ripete, ma che fa tanta rabbia. La cosa peggiore che possa fare un politico è prendere in giro i cittadini per fare gli interessi propri o di qualcun altro.

Proprio quello che è accaduto a Roma e che chiama in causa tutte le amministrazioni che si sono succedute almeno negli ultimi venti anni. Per essere chiari i romani avrebbero il diritto di sapere perchè Rutelli, Veltroni, Alemanno non hanno mai voluto sapere le innumerevoli proprietà del comune in mano a chi erano. Non hanno voluto perché la prima cosa che spetta ad un sindaco è conoscere il patrimonio della città. Se dopo anni si scopre che ha chiuso tutti e due gli occhi allora deve risponderne alla città perché è venuto meno ai suoi doveri. Punto: non c’è bisogno di tante chiacchiere. Morale della storia? I cittadini perdono ogni fiducia nelle istituzioni, nella politica e nei politici; i corrotti sono incoraggiati; tutto ciò che è pubblico viene svilito e il suo uso distorto; l’efficienza complessiva del sistema è compromessa; la legalità umiliata; i meriti di ognuno mortificati. E tutto ciò in una storia tutto sommato piccola come l’affittopoli romana. Moltiplichiamo l’effetto per tutte le altre storie e per il tempo trascorso e avremo la spiegazione della fragilità dell’Italia

Claudio Lombardi

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