Una rivoluzione civica che cacci la politica corrotta e inefficiente (di Claudio Lombardi)

Questo Governo e questa politica in buona parte corrotta e inefficiente sono un lusso che l’Italia non può più permettersi. Prima i cittadini se ne renderanno conto e meglio sarà per tutti. Forte è la tentazione di esprimere giudizi generali e radicali, ma occorre fare lo sforzo di distinguere a patto che quelli che lo vogliono veramente si distinguano loro per primi da un’onda che rischia di travolgere la comunità nazionale.

L’onda non è quella della speculazione internazionale; questa è, semmai, l’occasione per rivelare un baratro, un pozzo nero nel quale sono state riversate energie, ricchezza, risorse prodotte da questo Paese per decenni e distrutte da una classe dirigente nella quale ha prevalso la parte delinquenziale.

Parole forti? Sì come forti sono le rivelazioni che stanno mostrando, giorno per giorno, il volto criminale di tanti che si sono impadroniti del potere e lo hanno usato per i propri interessi tradendo e danneggiando lo Stato e la collettività e imbrogliando gli elettori.

Come altrimenti definire ciò che rivela l’azione, mai come adesso preziosa, di una magistratura che tutto il Governo avrebbe voluto ridurre al silenzio e contro la quale si è scatenata una guerra che dura da troppo tempo ormai?

Avevamo scritto che questa guerra appariva la guerra degli imputati contro i rappresentanti della legge che avevano scoperto le loro trame. Adesso si può dire tranquillamente che gli imputati appaiono i colpevoli che dovrebbero essere puniti con la massima severità per i loro crimini. Altro che sconti di pena: la punizione dovrebbe essere molto più severa di quella riservata ai comuni cittadini perché i reati sono stati commessi usando il potere che deriva dalla democrazia e questa deve essere un’aggravante non un’attenuante delle pene.

Sulla crisi finanziaria e sulla manovra è stato detto tutto. Un gruppo dirigente politico che dovrebbe curare lo Stato è arrivato all’emergenza, come accaduto tante volte nel passato, prima di risvegliarsi dalla sua disattenzione ed assumere misure di emergenza che adesso tutti dobbiamo digerire e pagare. Noi, non loro.

Misure inefficaci, dispendiose e sostanzialmente inutili perché basate sulla solita logica dei tagli e delle tasse per tappare una falla oggi senza pensare al domani.

Da varie parti sono state avanzate proposte alternative. Lo ha fatto Sbilanciamoci e abbiamo pubblicato la sua posizione ( http://www.civicolab.it/?p=1346). Lo hanno fatto altri come Tito Boeri che ha proposto alcune misure immediate ed efficaci: il Fondo Interventi Strutturali per la Politica Economica dotato per il 2012 di ben 5,85 miliardi di euro non sia speso per interventi elettorali a discrezione del ministro dell’economia, ma sia abolito destinando i soldi alla riduzione del disavanzo; riduzione immediata delle indennità parlamentari fissando un limite di spesa corrispondente all’ammontare delle indennità medie dei parlamentari in Europa ed USA parametrato su 300 membri da dividere fra tutti i parlamentari in modo che ci sia l’interesse a ridurne il numero fino a 300 (più sono meno guadagnano, ma guarda cosa si deve fare con gente che dovrebbe essere l’espressione migliore della società !); nuovo sistema di calcolo delle pensioni dei parlamentari applicando il regime pensionistico generale; scioglimento dei consigli provinciali e trasformazione in assemblee dei comuni; aggregazione dei comuni sotto i 5000 abitanti.

Tutte misure che darebbero il segnale che c’è una classe dirigente seria e decisa a cambiare strada. Senza questi segnali e con gli scandali che esplodono quasi ogni settimana gli italiani sono autorizzati a pensare che la palla al piede del Paese sia una gran parte della politica e che l’obiettivo più immediato, passata la “nottata” della speculazione finanziaria, sia una rivoluzione civica che cacci la gente di malaffare che si è impadronita della politica, ma anche quelli che pensano di farsi i propri affari e che non sono capaci di svolgere le funzioni che hanno assunto.

Il primo da cacciare è lo pseudo Presidente del Consiglio che abbiamo e che sempre più si rivela per quello che è sempre stato: un affarista e un avventuriero che ha commesso ogni genere di reati per arrivare al potere ed aumentare la sua ricchezza, che se ne frega dell’Italia e del bene pubblico e che è pronto a distruggere ogni cosa pur di restare ricco e potente.

Lui e il suo sistema di potere e la gente che lo segue ed esegue i suoi ordini sono il vero cancro dell’Italia e rivelano i limiti di una costruzione statuale e nazionale che non si è mai compiuta e che si è intrecciata con il potere malavitoso e mafioso e con il culto dell’individualismo e di quello che fu chiamato il “familismo amorale” che affligge gli italiani.

Per fortuna esiste anche un’altra Italia fatta da milioni di persone impegnate in politica o nell’associazionismo e nel volontariato. Questa Italia deve pretendere di prendere il potere democratico nelle sue mani, attraverso libere elezioni e imponendo ai partiti che danno minime garanzie di onestà e di lealtà istituzionale di fare spazio ai suoi rappresentanti. Elezioni da svolgere con una legge elettorale nuova che bisogna imporre a questo Parlamento con una pressione dal basso e che si devono svolgere al più presto possibile.

A questo punto questa è l’unica svolta alla quale si può credere

Claudio Lombardi

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