La riflessione sull’11 settembre

Le ricorrenze sono utili se stimolano la riflessione non la retorica. Così è per l’11 settembre. La prima riflessione è che il fondamentalismo islamico è stato il grande crogiolo nel quale si sono mischiati impulsi diversi. Raggruppare tutto sotto la definizione di terrorismo è un errore e una scappatoia che non favorisce la comprensione di un  fenomeno epocale. È noto che i gruppi armati fondamentalisti sono state favoriti e sostenuti innanzitutto dagli Usa per scagliarli contro l’Urss in Afghanistan e contro i movimenti politici arabi laici che governavano nei maggiori stati mediorientali. Al Qaeda e l’Is nascono così. Le potenze occidentali sono poi diventate dei bersagli nell’ambito di una guerra interna al mondo islamico che ha visto un grande sconfitto e un vincitore. Rispettivamente il nazionalismo arabo laico e l’Islam.

Oggi non c’è più niente di simile al baathismo e al nasserismo. Lo scontro tra sunniti e sciiti li ha travolti. Oggi, di fatto, l’ideologia riconosciuta da centinaia di milioni di arabi (inclusi quelli che vivono in Europa) è quella religiosa islamica nelle sue varie declinazioni, ma in genere ostile all’Occidente. Il numero di stati governati in nome di questa ideologia è in crescita. L’Afghanistan tornato ai talebani è una conferma

11 settembre 2021

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