Scuola e regole anti covid: confusione e incertezza

Non c’è pace nella scuola. Dopo due anni di pandemia, dopo l’oggettivo disastro dell’insegnamento a distanza ci si poteva anche aspettare che molti problemi fossero stati risolti dando la priorità all’apertura. E invece no, le scuole sono sempre in bilico tra apertura e chiusura. Sarebbe stato semplice, ad esempio, disporre l’installazione in tutte le aule di impianti di ventilazione e di ricambio dell’aria. Niente da fare. Nessuno si è preso la responsabilità di deciderlo o di imporlo che si tratti del governo, delle regioni, dei comuni e anche dei singoli istituti con la loro autonomia gestionale nonostante molti soldi siano arrivati per le misure anti covid.

Fa rabbia che quando si tratta di bonus (ad esempio l’assurdo superbonus del 110%) si arrivi subito all’obiettivo mentre l’investimento sulle scuole è sempre in ritardo. Stupisce anche la farraginosità di tutte le regole anti covid decise negli ultimi decreti legge. Sono confuse perché nascono dal compromesso tra forze politiche diverse in conflitto tra loro. C’è chi chiede un rigore chiaro e semplice a partire dall’obbligo vaccinale generalizzato e chi si oppone in nome di una finta libertà individuale. Il risultato sono i vari livelli di green pass e un obbligo vaccinale a 50 anni con effetti in primavera. Oggi si arrangi chi pu

9 gennaio 2022

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.