Se io fossi Putin

Se io fossi Putin metterei al primo posto la pace nel mondo, me la prenderei con l’eredità del colonialismo e con lo sfruttamento delle risorse economiche del terzo mondo, diventerei il campione di nuovi patti tra stati che si contrappongano ai paesi occidentali. Avendo annunciato con largo anticipo la debolezza e la decadenza delle idee liberali sfrutterei i timori e la confusione delle opinioni pubbliche dei paesi democratici, sazie di libertà e desiderose di autorità, sempre dilaniate tra idealismi e concretezza per incrinare il patto di fiducia con i governi e frenare la reazione alle mie azioni. Investirei di più su quei paesi che mostrano le maggiori incertezze aiutando tutti quelli che possono rafforzare i miei progetti. Accoglierei come una fortuna quelli che si ritraggono inorriditi di fronte alla parola guerra, ma non reagiscono se la scatena una potenza che si dice nemica dell’occidente. Intensificherei la violenza contro la popolazione inerme rivendicando l’inesorabilità dei miei obiettivi che nessuno contesterebbe. Arriverei a minacciare l’uso dell’arma atomica constatando con soddisfazione di riuscire in questo modo a rafforzare un movimento che lotta per la pace che piace a me perché soddisfa le mie condizioni.

Alla fine vincerei la guerra dimostrando di aver visto giusto a dichiarare la mollezza dei popoli occidentali e la loro incapacità di riconoscere i loro stessi interessi e di difenderli. Un ottimo motivo per andare avanti

13 ottobre 2022

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