Se vogliamo suicidarci appoggiamo Putin

Estate, caldo, voglia di leggerezza. Difficile con la guerra che sta distruggendo l’Ucraina e mettendo in pericolo la pace nel mondo intero. Difficile con il ricatto dell’energia frutto di scelte sbagliate del passato e di manovre speculative attuali che nessuna autorità politica europea osa affrontare. La determinazione russa di proseguire la guerra appare immodificabile e, infatti, quasi nessuno protesta. La paura e la rabbia di molti italiani si scaricano, invece, sulla parte più debole che, con la sua resistenza, si pone come ostacolo tra l’oggi e lo stato di quiete che viene chiamato pace, ma che per l’Ucraina coinciderebbe con la fine della sua esistenza libera.

Improvvisamente una potenza tale solo per il possesso delle armi atomiche e per la sua aggressività sta cambiando la nostra vita. Molti in cuor loro si sono già arresi senza rendersi conto che, se la Russia vincesse la guerra, metterebbe altri obiettivi nel mirino e detterebbe da subito condizioni ad un’Europa, gigante economico privo di una unità politica e di una identità forte che convinca le opinioni pubbliche. Parti di elettorato mettono in discussione la UE e l’alleanza con gli Usa. Se l’Europa dovesse frantumarsi allontanandosi dagli Usa che la protegge da 70 anni, l’effetto immediato sarebbe cadere nell’orbita russa, potenza nana, arretrata, sottosviluppata e forte solo della sua prepotenza. Anche pensando al nostro benessere sarebbe un suicidio

20 giugno 2022

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