Tra corporazioni, evasori e incapacità di spendere

C’è da scoraggiarsi. Piccole corporazioni tengono in ostaggio interi settori. Grandi corporazioni si formano in base ai rapporti con il fisco. I tassisti, formalmente concessionari di un servizio pubblico, bloccano la concessione di nuove licenze per poter gestire guadagni cospicui che inchieste giornalistiche dicono essere sistematicamente evasi. Altri titolari di concessioni, i balneari, hanno preso in ostaggio la gestione dei migliori tratti di costa. Li detengono da decenni pagando canoni irrisori e non intendono rinunciarvi. La Relazione sull’evasione fiscale e contributiva pubblicata dal ministero dell’Economia nel 2022 valuta la propensione alla fuga dal fisco fra i lavoratori autonomi e le imprese al 68,7%. Ciò nonostante il governo è sempre alla ricerca di tutte le scappatoie possibili per evitare che i contribuenti in debito saldino i loro conti con il fisco in una incessante legittimazione a posteriori delle infedeltà fiscali.

Sul versante della spesa registriamo una costante incapacità di realizzare investimenti o di spendere fondi europei. Se frana un monte a Ischia puntualmente si viene a sapere che i fondi per la messa in sicurezza del territorio esistevano da anni, ma non  sono stati spesi. Lo stesso è capitato con l’alluvione in Romagna. Il PNRR, accompagnato da fiumi di retorica, deve essere modificato in gran fretta perché è stato scritto male per fare bella presenza senza rispettare vincoli e condizioni. Per l’Italia la strada è ancora lunga

7 agosto 2023

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