Il furbetto d’Italia è uno: la disunione

Draghi se la prende con i furbetti che saltano la fila del vaccino, ma è un’invettiva che non centra il problema. Anzi, lo sminuisce. È chiaro che le regioni hanno approfittato di uno spazio lasciato loro dai piani vaccinali e hanno somministrato il vaccino a chiunque facesse loro comodo. Perfino alle guardie forestali! Con onestà bisogna dire che lo hanno fatto anche per la confusione (che continua) creata dalle autorità di farmacovigilanza che consigliarono AstraZeneca ai minori di 55 anni legittimando così un doppio canale con i vaccini distribuiti a caso.

Ad oltre 4 mesi dalla partenza della campagna vaccinale risalta la cecità di un Paese concentrato sulla miriade di interessi particolari che lo compongono e che, tutti insieme, non fanno l’interesse generale. Anzi lo schiacciano. Si sapeva che per far scendere i numeri che ci tengono inchiodati (morti e intasamento degli ospedali) dovevano essere vaccinati per primi gli anziani. Non è stato fatto e oggi ci dibattiamo e non riusciamo ad affrontare il vero problema: la disunione dell’Italia della quale le regioni sono l’emblema. Come fu detto anni fa, in Italia molti possono impedire le decisioni e nessuno ha l’autorità per imporsi

9 aprile 2021

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