Separazione delle carriere e ribellione dei magistrati

L’Associazione nazionale magistrati e le correnti che ne fanno parte si ribellano alla riforma costituzionale che separa le carriere di giudice e PM. Un fatto grave perché la magistratura gestisce un super potere, quello di togliere la libertà ad una persona. Come sa chi è stato coinvolto in un procedimento giudiziario si può anche non essere colpevoli, ma subire conseguenze disastrose che possono portare alla carcerazione e alla perdita dei beni. Un potere così grande non può esercitarsi se non nel quadro di un sistema razionale e trasparente che dia il massimo delle garanzie contro abusi, eccessi ed errori. I PM avviano i procedimenti giudiziari e non sono soggetti a controlli né a responsabilità. PM e difesa sono le parti del processo rispetto alle quali il giudice è terzo. In Italia però giudice e PM sono magistrati autogestiti dal CSM. Sono, cioè, colleghi.

La riforma si limita a separare le carriere attribuendone l’autogoverno a due distinti CSM. La parte disciplinare invece viene attribuita ad un’Alta Corte separata dai CSM. Tutto logico e razionale. Non solo non si stravolge la Costituzione, ma la si migliora. All’ombra del CSM, dell’ANM e delle correnti si erano creati intrecci di favori e di poteri che costituivano un abuso dell’autonomia della magistratura e ci volle lo scandalo Palamara per scoprirlo! Per rompere questi intrecci era necessario cambiare il sistema ed ecco la riforma che fa tanta paura ai magistrati

26 gennaio 2025

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